a.:2,049 occurrences of the word "a", the earliest being in the fourth line of the Inferno's first canto
Ahi quanto a dir qual era è cosa dura 004 INFERNO 01
tant' era pien di sonno a quel punto 011 INFERNO 01
uscito fuor del pelago a la riva, 023 INFERNO 01
si volge a l'acqua perigliosa e guata, 024 INFERNO 01
si volse a retro a rimirar lo passo 026 INFERNO 01
si volse a retro a rimirar lo passo 026 INFERNO 01
sì ch'a bene sperar m'era cagione 041 INFERNO 01
di quella fiera a la gaetta pelle 042 INFERNO 01
che, venendomi 'ncontro, a poco a poco 059 INFERNO 01
che, venendomi 'ncontro, a poco a poco 059 INFERNO 01
dinanzi a li occhi mi si fu offerto 062 INFERNO 01
«Miserere di me», gridai a lui, 065 INFERNO 01
e vissi a Roma sotto 'l buono Augusto 071 INFERNO 01
Ma tu perché ritorni a tanta noia? 076 INFERNO 01
«A te convien tenere altro vïaggio», 091 INFERNO 01
Molti son li animali a cui s'ammoglia, 100 INFERNO 01
ch'a la seconda morte ciascun grida; 117 INFERNO 01
quando che sia a le beate genti. 120 INFERNO 01
A le quai poi se tu vorrai salire, 121 INFERNO 01
anima fia a ciò più di me degna: 122 INFERNO 01
perch' i' fu' ribellante a la sua legge, 125 INFERNO 01
E io a lui: «Poeta, io ti richeggio 130 INFERNO 01
m'apparecchiava a sostener la guerra 004 INFERNO 02
prima ch'a l'alto passo tu mi fidi. 012 INFERNO 02
la quale e 'l quale, a voler dir lo vero, 022 INFERNO 02
per recarne conforto a quella fede 029 INFERNO 02
ch'è principio a la via di salvazione. 030 INFERNO 02
me degno a ciò né io né altri 'l crede. 033 INFERNO 02
e cominciommi a dir soave e piana, 056 INFERNO 02
di te mi loderò sovente a lui". 074 INFERNO 02
"Da che tu vuo' saver cotanto a dentro, 085 INFERNO 02
di te, e io a te lo raccomando--. 099 INFERNO 02
a far lor pro o a fuggir lor danno, 110 INFERNO 02
a far lor pro o a fuggir lor danno, 110 INFERNO 02
E venni a te così com' ella volse: 118 INFERNO 02
d'inanzi a quella fiera ti levai 119 INFERNO 02
a le vere parole che ti porse! 135 INFERNO 02
DINANZI A ME NON FUOR COSE CREATE 007 INFERNO 03
Ed elli a me, come persona accorta: 013 INFERNO 03
E poi che la sua mano a la mia puose 019 INFERNO 03
mi mise dentro a le segrete cose. 021 INFERNO 03
Ed elli a me: «Questo misero modo 034 INFERNO 03
Mischiate sono a quel cattivo coro 037 INFERNO 03
né fur fedeli a Dio, ma per sé fuoro. 039 INFERNO 03
a lor che lamentar li fa sì forte?». 044 INFERNO 03
a Dio spiacenti e a' nemici sui. 063 INFERNO 03
a Dio spiacenti e a' nemici sui. 063 INFERNO 03
che, mischiato di lagrime, a' lor piedi 068 INFERNO 03
E poi ch'a riguardar oltre mi diedi, 070 INFERNO 03
vidi genti a la riva d'un gran fiume; 071 INFERNO 03
Ed elli a me: «Le cose ti fier conte 076 INFERNO 03
gridando: «Guai a voi, anime prave! 084 INFERNO 03
i' vegno per menarvi a l'altra riva 086 INFERNO 03
verrai a piaggia, non qui, per passare: 092 INFERNO 03
che 'ntorno a li occhi avea di fiamme rote. 099 INFERNO 03
forte piangendo, a la riva malvagia 107 INFERNO 03
vede a la terra tutte le sue spoglie, 114 INFERNO 03
e pronti sono a trapassar lo rio, 124 INFERNO 03
tanto che, per ficcar lo viso a fondo, 011 INFERNO 04
Ed elli a me: «L'angoscia de le genti 019 INFERNO 04
Lo buon maestro a me: «Tu non dimandi 031 INFERNO 04
non adorar debitamente a Dio: 038 INFERNO 04
E quelli a me: «L'onrata nominanza 076 INFERNO 04
vidi quattro grand' ombre a noi venire: 083 INFERNO 04
Lo buon maestro cominciò a dire: 085 INFERNO 04
volsersi a me con salutevol cenno, 098 INFERNO 04
Così andammo infino a la lumera, 103 INFERNO 04
che 'nnanzi a li altri più presso li stanno; 135 INFERNO 04
Democrito che 'l mondo a caso pone, 136 INFERNO 04
Io non posso ritrar di tutti a pieno, 145 INFERNO 04
e tanto più dolor, che punge a guaio. 003 INFERNO 05
Sempre dinanzi a lui ne stanno molte: 013 INFERNO 05
vanno a vicenda ciascuna al giudizio, 014 INFERNO 05
disse Minòs a me quando mi vide, 017 INFERNO 05
E 'l duca mio a lui: «Perché pur gride? 021 INFERNO 05
a farmisi sentire; or son venuto 026 INFERNO 05
Quando giungon davanti a la ruina, 034 INFERNO 05
Intesi ch'a così fatto tormento 037 INFERNO 05
nel freddo tempo, a schiera larga e piena, 041 INFERNO 05
A vizio di lussuria fu sì rotta, 055 INFERNO 05
che succedette a Nino e fu sua sposa: 059 INFERNO 05
ombre mostrommi e nominommi a dito, 068 INFERNO 05
parlerei a quei due che 'nsieme vanno, 074 INFERNO 05
Ed elli a me: «Vedrai quando saranno 076 INFERNO 05
più presso a noi; e tu allor li priega 077 INFERNO 05
Sì tosto come il vento a noi li piega, 079 INFERNO 05
venite a noi parlar, s'altri nol niega!». 081 INFERNO 05
a noi venendo per l'aere maligno, 086 INFERNO 05
noi udiremo e parleremo a voi, 095 INFERNO 05
Amor, ch'a nullo amato amar perdona, 103 INFERNO 05
Caina attende chi a vita ci spense». 107 INFERNO 05
Poi mi rivolsi a loro e parla' io, 115 INFERNO 05
a lagrimar mi fanno tristo e pio. 117 INFERNO 05
a che e come concedette amore 119 INFERNO 05
E quella a me: «Nessun maggior dolore 121 INFERNO 05
Ma s'a conoscer la prima radice 124 INFERNO 05
dinanzi a la pietà d'i due cognati, 002 INFERNO 06
de l'un de' lati fanno a l'altro schermo; 020 INFERNO 06
la gittò dentro a le bramose canne. 027 INFERNO 06
ché solo a divorarlo intende e pugna, 030 INFERNO 06
fuor d'una ch'a seder si levò, ratto 038 INFERNO 06
E io a lui: «L'angoscia che tu hai 043 INFERNO 06
Ed elli a me: «La tua città, ch'è piena 049 INFERNO 06
come tu vedi, a la pioggia mi fiacco. 054 INFERNO 06
ché tutte queste a simil pena stanno 056 INFERNO 06
mi pesa sì, ch'a lagrimar mi 'nvita; 059 INFERNO 06
ma dimmi, se tu sai, a che verranno 060 INFERNO 06
E quelli a me: «Dopo lunga tencione 064 INFERNO 06
E io a lui: «Ancor vo' che mi 'nsegni 077 INFERNO 06
e li altri ch'a ben far puoser li 'ngegni, 081 INFERNO 06
priegoti ch'a la mente altrui mi rechi: 089 INFERNO 06
cadde con essa a par de li altri ciechi. 093 INFERNO 06
E 'l duca disse a me: «Più non si desta 094 INFERNO 06
de l'ombre e de la pioggia, a passi lenti, 101 INFERNO 06
Ed elli a me: «Ritorna a tua scïenza, 106 INFERNO 06
Ed elli a me: «Ritorna a tua scïenza, 106 INFERNO 06
Noi aggirammo a tondo quella strada, 112 INFERNO 06
Poi si rivolse a quella 'nfiata labbia, 007 INFERNO 07
tal cadde a terra la fiera crudele. 015 INFERNO 07
si rivolgea ciascun, voltando a retro, 029 INFERNO 07
da ogne mano a l'opposito punto, 032 INFERNO 07
per lo suo mezzo cerchio a l'altra giostra. 035 INFERNO 07
questi chercuti a la sinistra nostra». 039 INFERNO 07
Ed elli a me: «Tutti quanti fuor guerci 040 INFERNO 07
quando vegnono a' due punti del cerchio 044 INFERNO 07
Ed elli a me: «Vano pensiero aduni: 052 INFERNO 07
In etterno verranno a li due cozzi: 055 INFERNO 07
ha tolto loro, e posti a questa zuffa: 059 INFERNO 07
d'i ben che son commessi a la fortuna, 062 INFERNO 07
E quelli a me: «Oh creature sciocche, 070 INFERNO 07
Similemente a li splendor mondani 077 INFERNO 07
che permutasse a tempo li ben vani 079 INFERNO 07
Vostro saver non ha contasto a lei: 085 INFERNO 07
dandole biasmo a torto e mala voce; 093 INFERNO 07
Or discendiamo omai a maggior pieta; 097 INFERNO 07
Noi ricidemmo il cerchio a l'altra riva 100 INFERNO 07
troncandosi co' denti a brano a brano. 114 INFERNO 07
troncandosi co' denti a brano a brano. 114 INFERNO 07
con li occhi vòlti a chi del fango ingozza. 129 INFERNO 07
li occhi nostri n'andar suso a la cima 003 INFERNO 08
tanto ch'a pena il potea l'occhio tòrre. 006 INFERNO 08
Ed elli a me: «Su per le sucide onde 010 INFERNO 08
«Flegïàs, Flegïàs, tu gridi a vòto», 019 INFERNO 08
disse lo mio segnore, «a questa volta: 020 INFERNO 08
E io a lui: «S'i' vegno, non rimango; 034 INFERNO 08
E io a lui: «Con piangere e con lutto, 037 INFERNO 08
Ed elli a me: «Avante che la proda 055 INFERNO 08
far di costui a le fangose genti, 059 INFERNO 08
Tutti gridavano: «A Filippo Argenti!»; 061 INFERNO 08
Noi pur giugnemmo dentro a l'alte fosse 076 INFERNO 08
Udir non potti quello ch'a lor porse; 112 INFERNO 08
che ciascun dentro a pruova si ricorse. 114 INFERNO 08
e rivolsesi a me con passi rari. 117 INFERNO 08
Li occhi a la terra e le ciglia avea rase 118 INFERNO 08
E a me disse: «Tu, perch' io m'adiri, 121 INFERNO 08
qual ch'a la difension dentro s'aggiri. 123 INFERNO 08
ché già l'usaro a men segreta porta, 125 INFERNO 08
ché l'occhio nol potea menare a lunga 005 INFERNO 09
«Pur a noi converrà vincer la punga», 007 INFERNO 09
Oh quanto tarda a me ch'altri qui giunga!». 009 INFERNO 09
che fur parole a le prime diverse; 012 INFERNO 09
forse a peggior sentenzia che non tenne. 015 INFERNO 09
che richiamava l'ombre a' corpi sui. 024 INFERNO 09
ch'ella mi fece intrar dentr' a quel muro, 026 INFERNO 09
E altro disse, ma non l'ho a mente; 034 INFERNO 09
ver' l'alta torre a la cima rovente, 036 INFERNO 09
Tesifón è nel mezzo»; e tacque a tanto. 048 INFERNO 09
battiensi a palme e gridavan sì alto, 050 INFERNO 09
mi volse, e non si tenne a le mie mani, 059 INFERNO 09
Come le rane innanzi a la nimica 076 INFERNO 09
fin ch'a la terra ciascuna s'abbica, 078 INFERNO 09
Venne a la porta e con una verghetta 089 INFERNO 09
Perché recalcitrate a quella voglia 094 INFERNO 09
a cui non puote il fin mai esser mozzo, 095 INFERNO 09
e non fé motto a noi, ma fé sembiante 101 INFERNO 09
sì com' a Pola, presso del Carnaro 113 INFERNO 09
E quelli a me: «Qui son li eresïarche 127 INFERNO 09
E poi ch'a la man destra si fu vòlto, 132 INFERNO 09
mi volvi», cominciai, «com' a te piace, 005 INFERNO 10
parlami, e sodisfammi a' miei disiri. 006 INFERNO 10
E quelli a me: «Tutti saran serrati 010 INFERNO 10
Però a la dimanda che mi faci 016 INFERNO 10
a te mio cuor se non per dicer poco, 020 INFERNO 10
e tu m'hai non pur mo a ciò disposto». 021 INFERNO 10
a la qual forse fui troppo molesto». 027 INFERNO 10
com' avesse l'inferno a gran dispitto. 036 INFERNO 10
mi pinser tra le sepulture a lui, 038 INFERNO 10
a me e a miei primi e a mia parte, 047 INFERNO 10
a me e a miei primi e a mia parte, 047 INFERNO 10
a me e a miei primi e a mia parte, 047 INFERNO 10
Allor surse a la vista scoperchiata 052 INFERNO 10
E io a lui: «Da me stesso non vegno: 061 INFERNO 10
forse cui Guido vostro ebbe a disdegno». 063 INFERNO 10
ch'io facëa dinanzi a la risposta, 071 INFERNO 10
Ma quell' altro magnanimo, a cui posta 073 INFERNO 10
incontr' a' miei in ciascuna sua legge?». 084 INFERNO 10
Ond' io a lui: «Lo strazio e 'l grande scempio 085 INFERNO 10
«A ciò non fu' io sol», disse, «né certo 089 INFERNO 10
colui che la difesi a viso aperto». 093 INFERNO 10
dissi: «Or direte dunque a quel caduto 110 INFERNO 10
e s'i' fui, dianzi, a la risposta muto, 112 INFERNO 10
a quel parlar che mi parea nemico. 123 INFERNO 10
Appresso mosse a man sinistra il piede: 133 INFERNO 10
per un sentier ch'a una valle fiede, 135 INFERNO 10
perduto». Ed elli: «Vedi ch'a ciò penso». 015 INFERNO 11
cominciò poi a dir, «son tre cerchietti 017 INFERNO 11
più spiace a Dio; e però stan di sotto 026 INFERNO 11
ma perché si fa forza a tre persone, 029 INFERNO 11
A Dio, a sé, al prossimo si pòne 031 INFERNO 11
A Dio, a sé, al prossimo si pòne 031 INFERNO 11
e se non li ha, perché sono a tal foggia?». 075 INFERNO 11
Ed elli a me «Perché tanto delira», 076 INFERNO 11
e rechiti a la mente chi son quelli 086 INFERNO 11
«Filosofia», mi disse, «a chi la 'ntende, 097 INFERNO 11
sì che vostr' arte a Dio quasi è nepote. 105 INFERNO 11
Da queste due, se tu ti rechi a mente 106 INFERNO 11
Era lo loco ov' a scender la riva 001 INFERNO 12
ch'alcuna via darebbe a chi sù fosse: 009 INFERNO 12
forse a questa ruina, ch'è guardata 032 INFERNO 12
levò a Dite del cerchio superno, 039 INFERNO 12
Ma ficca li occhi a valle, ché s'approccia 046 INFERNO 12
come solien nel mondo andare a caccia. 057 INFERNO 12
e l'un gridò da lungi: «A qual martiro 061 INFERNO 12
farem noi a Chirón costà di presso: 065 INFERNO 12
Dintorno al fosso vanno a mille a mille, 073 INFERNO 12
Dintorno al fosso vanno a mille a mille, 073 INFERNO 12
Noi ci appressammo a quelle fiere isnelle: 076 INFERNO 12
fece la barba in dietro a le mascelle. 078 INFERNO 12
disse a' compagni: «Siete voi accorti 080 INFERNO 12
danne un de' tuoi, a cui noi siamo a provo, 093 INFERNO 12
danne un de' tuoi, a cui noi siamo a provo, 093 INFERNO 12
e disse a Nesso: «Torna, e sì li guida, 098 INFERNO 12
sovr' una gente che 'nfino a la gola 116 INFERNO 12
dicendo: «Colui fesse in grembo a Dio 119 INFERNO 12
Così a più a più si facea basso 124 INFERNO 12
Così a più a più si facea basso 124 INFERNO 12
che da quest' altra a più a più giù prema 130 INFERNO 12
che da quest' altra a più a più giù prema 130 INFERNO 12
a Rinier da Corneto, a Rinier Pazzo, 137 INFERNO 12
a Rinier da Corneto, a Rinier Pazzo, 137 INFERNO 12
che fecero a le strade tanta guerra». 138 INFERNO 12
mi cominciò a dire, «e sarai mentre 018 INFERNO 13
ricominciò a dir: «Perché mi scerpi? 035 INFERNO 13
indurlo ad ovra ch'a me stesso pesa. 051 INFERNO 13
perch' ïo un poco a ragionar m'inveschi. 057 INFERNO 13
disse 'l poeta a me, «non perder l'ora; 080 INFERNO 13
ma parla, e chiedi a lui, se più ti piace». 081 INFERNO 13
Ond' ïo a lui: «Domandal tu ancora 082 INFERNO 13
di quel che credi ch'a me satisfaccia; 083 INFERNO 13
«Brievemente sarà risposto a voi. 093 INFERNO 13
Minòs la manda a la settima foce. 096 INFERNO 13
similemente a colui che venire 112 INFERNO 13
sente 'l porco e la caccia a la sua posta, 113 INFERNO 13
le gambe tue a le giostre dal Toppo!». 121 INFERNO 13
Di rietro a loro era la selva piena 124 INFERNO 13
e quel dilaceraro a brano a brano; 128 INFERNO 13
e quel dilaceraro a brano a brano; 128 INFERNO 13
Ed elli a noi: «O anime che giunte 139 INFERNO 13
siete a veder lo strazio disonesto 140 INFERNO 13
Io fei gibetto a me de le mie case». 151 INFERNO 13
e rende'le a colui, ch'era già fioco. 003 INFERNO 14
A ben manifestar le cose nove, 007 INFERNO 14
quivi fermammo i passi a randa a randa. 012 INFERNO 14
quivi fermammo i passi a randa a randa. 012 INFERNO 14
ciò che fu manifesto a li occhi mei! 018 INFERNO 14
fiamme cadere infino a terra salde, 033 INFERNO 14
per ch'ei provide a scalpitar lo suolo 034 INFERNO 14
sotto focile, a doppiar lo dolore. 039 INFERNO 14
ch'a l'intrar de la porta incontra uscinci, 045 INFERNO 14
o s'elli stanchi li altri a muta a muta 055 INFERNO 14
o s'elli stanchi li altri a muta a muta 055 INFERNO 14
in Mongibello a la focina negra, 056 INFERNO 14
sì com' el fece a la pugna di Flegra, 058 INFERNO 14
Poi si rivolse a me con miglior labbia, 067 INFERNO 14
lo cui sogliare a nessuno è negato, 087 INFERNO 14
poi è di rame infino a la forcata; 108 INFERNO 14
E io a lui: «Se 'l presente rigagno 121 INFERNO 14
perché ci appar pur a questo vivagno?». 123 INFERNO 14
Ed elli a me: «Tu sai che 'l loco è tondo; 124 INFERNO 14
pur a sinistra, giù calando al fondo, 126 INFERNO 14
là dove vanno l'anime a lavarsi 137 INFERNO 14
dal bosco; fa che di retro a me vegne: 140 INFERNO 14
a tale imagine eran fatti quelli, 010 INFERNO 15
E io, quando 'l suo braccio a me distese, 025 INFERNO 15
e chinando la mano a la sua faccia, 029 INFERNO 15
faròl, se piace a costui che vo seco». 036 INFERNO 15
Però va oltre: i' ti verrò a' panni; 040 INFERNO 15
e reducemi a ca per questo calle». 054 INFERNO 15
Ed elli a me: «Se tu segui tua stella, 055 INFERNO 15
non puoi fallire a glorïoso porto, 056 INFERNO 15
veggendo il cielo a te così benigno, 059 INFERNO 15
dato t'avrei a l'opera conforto. 060 INFERNO 15
e serbolo a chiosar con altro testo 089 INFERNO 15
a donna che saprà, s'a lei arrivo. 090 INFERNO 15
a donna che saprà, s'a lei arrivo. 090 INFERNO 15
ch'a la Fortuna, come vuol, son presto. 093 INFERNO 15
Non è nuova a li orecchi miei tal arra: 094 INFERNO 15
Ed elli a me: «Saper d'alcuno è buono; 103 INFERNO 15
ché 'l tempo saria corto a tanto suono. 105 INFERNO 15
che corrono a Verona il drappo verde 122 INFERNO 15
simile a quel che l'arnie fanno rombo, 003 INFERNO 16
«Sòstati tu ch'a l'abito ne sembri 008 INFERNO 16
A le lor grida il mio dottor s'attese; 013 INFERNO 16
disse, «a costor si vuole esser cortese. 015 INFERNO 16
che meglio stesse a te che a lor la fretta». 018 INFERNO 16
che meglio stesse a te che a lor la fretta». 018 INFERNO 16
l'antico verso; e quando a noi fuor giunti, 020 INFERNO 16
drizzava a me, sì che 'n contraro il collo 026 INFERNO 16
a dirne chi tu se', che i vivi piedi 032 INFERNO 16
promessi a me per lo verace duca; 062 INFERNO 16
felice te se sì parli a tua posta! 081 INFERNO 16
e torni a riveder le belle stelle, 083 INFERNO 16
fa che di noi a la gente favelle». 085 INFERNO 16
Indi rupper la rota, e a fuggirsi 086 INFERNO 16
che per parlar saremmo a pena uditi. 093 INFERNO 16
e a Forlì di quel nome è vacante, 099 INFERNO 16
prender la lonza a la pelle dipinta. 108 INFERNO 16
porsila a lui aggroppata e ravvolta. 111 INFERNO 16
presso a color che non veggion pur l'ovra, 119 INFERNO 16
El disse a me: «Tosto verrà di sovra 121 INFERNO 16
Sempre a quel ver c'ha faccia di menzogna 124 INFERNO 16
talora a solver l'àncora ch'aggrappa 134 INFERNO 16
Sì cominciò lo mio duca a parlarmi; 004 INFERNO 17
e accennolle che venisse a proda, 005 INFERNO 17
Come talvolta stanno a riva i burchi, 019 INFERNO 17
lo bivero s'assetta a far sua guerra, 022 INFERNO 17
ch'a guisa di scorpion la punta armava. 027 INFERNO 17
la nostra via un poco insino a quella 029 INFERNO 17
Però scendemmo a la destra mammella, 031 INFERNO 17
E quando noi a lei venuti semo, 034 INFERNO 17
quando a' vapori, e quando al caldo suolo: 048 INFERNO 17
Poi che nel viso a certi li occhi porsi, 052 INFERNO 17
che dal collo a ciascun pendea una tasca 055 INFERNO 17
e disse a me: «Or sie forte e ardito. 081 INFERNO 17
tal divenn' io a le parole porte; 088 INFERNO 17
che innanzi a buon segnor fa servo forte. 090 INFERNO 17
e poi ch'al tutto si sentì a gioco, 102 INFERNO 17
e con le branche l'aere a sé raccolse. 105 INFERNO 17
gridando il padre a lui «Mala via tieni!», 111 INFERNO 17
Allor fu' io più timido a lo stoscio, 121 INFERNO 17
e come a tai fortezze da' lor sogli 014 INFERNO 18
a la ripa di fuor son ponticelli, 015 INFERNO 18
tenne a sinistra, e io dietro mi mossi. 021 INFERNO 18
A la man destra vidi nova pieta, 022 INFERNO 18
hanno a passar la gente modo colto, 030 INFERNO 18
verso 'l castello e vanno a Santo Pietro, 032 INFERNO 18
a le prime percosse! già nessuno 038 INFERNO 18
Per ch'ïo a figurarlo i piedi affissi; 043 INFERNO 18
ch'io dissi: «O tu che l'occhio a terra gette, 048 INFERNO 18
Ma che ti mena a sì pungenti salse?». 051 INFERNO 18
Ed elli a me: «Mal volontier lo dico; 052 INFERNO 18
condussi a far la voglia del marchese, 056 INFERNO 18
a dicer 'sipa' tra Sàvena e Reno; 061 INFERNO 18
rècati a mente il nostro avaro seno». 063 INFERNO 18
e vòlti a destra su per la sua scheggia, 071 INFERNO 18
di sotto per dar passo a li sferzati, 074 INFERNO 18
tutti li maschi loro a morte dienno. 090 INFERNO 18
tal colpa a tal martiro lui condanna; 095 INFERNO 18
loco a veder sanza montare al dosso 110 INFERNO 18
E io a lui: «Perché, se ben ricordo, 120 INFERNO 18
Già eravamo, a la seguente tomba, 007 INFERNO 19
ch'a punto sovra mezzo 'l fosso piomba. 009 INFERNO 19
Fuor de la bocca a ciascun soperchiava 022 INFERNO 19
Le piante erano a tutti accese intrambe; 025 INFERNO 19
tal era lì dai calcagni a le punte. 030 INFERNO 19
Ed elli a me: «Se tu vuo' ch'i' ti porti 034 INFERNO 19
E io: «Tanto m'è bel, quanto a te piace: 037 INFERNO 19
volgemmo e discendemmo a mano stanca 041 INFERNO 19
comincia' io a dir, «se puoi, fa motto». 048 INFERNO 19
per lo qual non temesti tòrre a 'nganno 056 INFERNO 19
e io rispuosi come a me fu imposto. 063 INFERNO 19
mi disse: «Dunque che a me richiedi? 066 INFERNO 19
ne' Maccabei; e come a quel fu molle 086 INFERNO 19
ch'i' pur rispuosi lui a questo metro: 089 INFERNO 19
Né Pier né li altri tolsero a Matia 094 INFERNO 19
puttaneggiar coi regi a lui fu vista; 108 INFERNO 19
e che altro è da voi a l'idolatre, 113 INFERNO 19
Né si stancò d'avermi a sé distretto, 127 INFERNO 19
che sarebbe a le capre duro varco. 132 INFERNO 19
a riguardar ne lo scoperto fondo, 005 INFERNO 20
Certo io piangea, poggiato a un de' rocchi 025 INFERNO 20
Drizza la testa, drizza, e vedi a cui 031 INFERNO 20
s'aperse a li occhi d'i Teban la terra; 032 INFERNO 20
E non restò di ruinare a valle 035 INFERNO 20
fino a Minòs che ciascheduno afferra. 036 INFERNO 20
per sua dimora; onde a guardar le stelle 050 INFERNO 20
a piè de l'Alpe che serra Lamagna 062 INFERNO 20
ciò che 'n grembo a Benaco star non può, 074 INFERNO 20
Tosto che l'acqua a correr mette co, 076 INFERNO 20
fino a Governol, dove cade in Po. 078 INFERNO 20
ristette con suoi servi a far sue arti, 086 INFERNO 20
s'accolsero a quel loco, ch'era forte 089 INFERNO 20
ché solo a ciò la mia mente rifiede». 105 INFERNO 20
sì ch'a pena rimaser per le cune-- 109 INFERNO 20
in Aulide a tagliar la prima fune. 111 INFERNO 20
ch'avere inteso al cuoio e a lo spago 119 INFERNO 20
a rimpalmare i legni lor non sani, 009 INFERNO 21
le coste a quel che più vïaggi fece; 012 INFERNO 21
mi trasse a sé del loco dov' io stava. 024 INFERNO 21
e vidi dietro a noi un diavol nero 029 INFERNO 21
a quella terra, che n'è ben fornita: 040 INFERNO 21
con tanta fretta a seguitar lo furo. 045 INFERNO 21
Non altrimenti i cuoci a' lor vassalli 055 INFERNO 21
perch' altra volta fui a tal baratta». 063 INFERNO 21
ch'escono i cani a dosso al poverello 068 INFERNO 21
e venne a lui dicendo: «Che li approda?». 078 INFERNO 21
ch'e' si lasciò cascar l'uncino a' piedi, 086 INFERNO 21
e disse a li altri: «Omai non sia feruto». 087 INFERNO 21
E 'l duca mio a me: «O tu che siedi 088 INFERNO 21
sicuramente omai a me ti riedi». 090 INFERNO 21
Per ch'io mi mossi e a lui venni ratto; 091 INFERNO 21
Poi disse a noi: «Più oltre andar per questo 106 INFERNO 21
a riguardar s'alcun se ne sciorina; 116 INFERNO 21
cominciò elli a dire, «e tu, Cagnazzo; 119 INFERNO 21
costor sian salvi infino a l'altro scheggio 125 INFERNO 21
Ed elli a me: «Non vo' che tu paventi; 133 INFERNO 21
lasciali digrignar pur a lor senno, 134 INFERNO 21
né nave a segno di terra o di stella. 012 INFERNO 22
Pur a la pegola era la mia 'ntesa, 016 INFERNO 22
a' marinar con l'arco de la schiena 020 INFERNO 22
E come a l'orlo de l'acqua d'un fosso 025 INFERNO 22
li unghioni a dosso, sì che tu lo scuoi!», 041 INFERNO 22
venuto a man de li avversari suoi». 045 INFERNO 22
Mia madre a servo d'un segnor mi puose, 049 INFERNO 22
quivi mi misi a far baratteria, 053 INFERNO 22
E Cirïatto, a cui di bocca uscia 055 INFERNO 22
d'ogne parte una sanna come a porco, 056 INFERNO 22
giuso a le gambe; onde 'l decurio loro 074 INFERNO 22
a lui, ch'ancor mirava sua ferita, 077 INFERNO 22
di' che facesti per venire a proda?». 080 INFERNO 22
di Logodoro; e a dir di Sardigna 089 INFERNO 22
non s'apparecchi a grattarmi la tigna». 093 INFERNO 22
E 'l gran proposto, vòlto a Farfarello 094 INFERNO 22
Cagnazzo a cotal motto levò 'l muso, 106 INFERNO 22
Ond' ei, ch'avea lacciuoli a gran divizia, 109 INFERNO 22
quand' io procuro a' mia maggior trestizia». 111 INFERNO 22
a li altri, disse a lui: «Se tu ti cali, 113 INFERNO 22
a li altri, disse a lui: «Se tu ti cali, 113 INFERNO 22
a veder se tu sol più di noi vali». 117 INFERNO 22
quel prima, ch'a ciò fare era più crudo. 120 INFERNO 22
fermò le piante a terra, e in un punto 122 INFERNO 22
di qua, di là discesero a la posta; 148 INFERNO 22
che 'l cane a quella lievre ch'elli acceffa'. 018 INFERNO 23
più tosto a me, che quella dentro 'mpetro. 027 INFERNO 23
e vede presso a sé le fiamme accese, 039 INFERNO 23
supin si diede a la pendente roccia, 044 INFERNO 23
che l'un de' lati a l'altra bolgia tura. 045 INFERNO 23
a volger ruota di molin terragno, 047 INFERNO 23
A pena fuoro i piè suoi giunti al letto 052 INFERNO 23
poder di partirs' indi a tutti tolle. 057 INFERNO 23
dinanzi a li occhi, fatte de la taglia 062 INFERNO 23
Noi ci volgemmo ancor pur a man manca 068 INFERNO 23
di retro a noi gridò: «Tenete i piedi, 077 INFERNO 23
«Costui par vivo a l'atto de la gola; 088 INFERNO 23
E io a loro: «I' fui nato e cresciuto 094 INFERNO 23
sovra 'l bel fiume d'Arno a la gran villa, 095 INFERNO 23
Ma voi chi siete, a cui tanto distilla 097 INFERNO 23
E l'un rispuose a me: «Le cappe rance 100 INFERNO 23
ma più non dissi, ch'a l'occhio mi corse 110 INFERNO 23
e 'l frate Catalan, ch'a ciò s'accorse, 114 INFERNO 23
porre un uom per lo popolo a' martìri. 117 INFERNO 23
E a tal modo il socero si stenta 121 INFERNO 23
s'a la man destra giace alcuna foce 129 INFERNO 23
che vegnan d'esto fondo a dipartirci». 132 INFERNO 23
Lo duca stette un poco a testa china; 139 INFERNO 23
E 'l frate: «Io udi' già dire a Bologna 142 INFERNO 23
Appresso il duca a gran passi sen gì, 145 INFERNO 23
dietro a le poste de le care piante. 148 INFERNO 23
ma poco dura a la sua penna tempra, 006 INFERNO 24
lo villanello a cui la roba manca, 007 INFERNO 24
e fuor le pecorelle a pascer caccia. 015 INFERNO 24
lo duca a me si volse con quel piglio 020 INFERNO 24
dolce ch'io vidi prima a piè del monte. 021 INFERNO 24
ché noi a pena, ei lieve e io sospinto, 032 INFERNO 24
a parole formar disconvenevole. 066 INFERNO 24
Ed ecco a un ch'era da nostra proda, 097 INFERNO 24
là dove 'l collo a le spalle s'annoda. 099 INFERNO 24
e poi che fu a terra sì distrutto, 103 INFERNO 24
per forza di demon ch'a terra il tira, 113 INFERNO 24
sì come a mul ch'i' fui; son Vanni Fucci 125 INFERNO 24
ladro a la sagrestia d'i belli arredi, 138 INFERNO 24
gridando: «Togli, Dio, ch'a te le squadro!». 003 INFERNO 25
e un'altra a le braccia, e rilegollo, 007 INFERNO 25
non quel che cadde a Tebe giù da' muri. 015 INFERNO 25
del grande armento ch'elli ebbe a vicino; 030 INFERNO 25
Se tu se' or, lettore, a creder lento 046 INFERNO 25
ché io che 'l vidi, a pena il mi consento. 048 INFERNO 25
dinanzi a l'uno, e tutto a lui s'appiglia. 051 INFERNO 25
dinanzi a l'uno, e tutto a lui s'appiglia. 051 INFERNO 25
li diretani a le cosce distese, 055 INFERNO 25
nostro alimento, a l'un di lor trafisse; 086 INFERNO 25
e attenda a udir quel ch'or si scocca. 096 INFERNO 25
ché due nature mai a fronte a fronte 100 INFERNO 25
ché due nature mai a fronte a fronte 100 INFERNO 25
a cambiar lor matera fosser pronte. 102 INFERNO 25
Insieme si rispuosero a tai norme, 103 INFERNO 25
di quel soverchio, fé naso a la faccia 128 INFERNO 25
prima a parlar, si fende, e la forcuta 134 INFERNO 25
e l'altro dietro a lui parlando sputa. 138 INFERNO 25
e disse a l'altro: «I' vo' che Buoso corra, 140 INFERNO 25
che n'avea fatto iborni a scender pria, 014 INFERNO 26
quando drizzo la mente a ciò ch'io vidi, 020 INFERNO 26
la faccia sua a noi tien meno ascosa, 027 INFERNO 26
come la mosca cede a la zanzara, 028 INFERNO 26
Io stava sovra 'l ponte a veder surto, 043 INFERNO 26
Rispuose a me: «Là dentro si martira 055 INFERNO 26
a la vendetta vanno come a l'ira; 057 INFERNO 26
a la vendetta vanno come a l'ira; 057 INFERNO 26
Ed elli a me: «La tua preghiera è degna 070 INFERNO 26
Lascia parlare a me, ch'i' ho concetto 073 INFERNO 26
dove, per lui, perduto a morir gissi». 084 INFERNO 26
cominciò a crollarsi mormorando, 086 INFERNO 26
me più d'un anno là presso a Gaeta, 092 INFERNO 26
vincer potero dentro a me l'ardore 097 INFERNO 26
ch'i' ebbi a divenir del mondo esperto